DeserTerios | 24.10.2009

Giorno 08-09

Sabato 24-Domenica 25 ottobre
Genova-Treviglio (asfalto, 200 km)

Epilogo Sabato mattina, intorno alle sette, riusciamo a partire. Ma il mare è molto mosso. Le onde spazzano il, ponte, l’acqua polverizzata sulle creste delle onde disegna improvvisi arcobaleni. Si balla davvero, e nessuno riesca a camminare senza reggersi al primo sostegno. A pranzo ci presentiamo in quattordici, ma dopo poco restiamo in sei. Le defezioni per raggiungere rapidamente la cabina svuotano i tavoli a scacchiera.

Solo nel pomeriggio inoltrato, quando le acque sono calmate, il gruppo riemerge a poco a poco dai ponti inferiori. Dopo la cena, stavolta a ranghi compatti, c’è l’ultimo atto del DeserTerios 2009. Tutti i partecipanti ricevono un piccolo ricordo, ma quelli più grandi ognuno li ha dentro di sé. Lo si capisce dagli sguardi, dai sorrisi, dagli abbracci che firmano l’episodio finale di un viaggio straordinario, anche dal punto di vista tecnico: 1.806,7 km, di cui 450 in fuoristrada, senza nemmeno una foratura. I cambi automatici hanno reso più rari gli insabbiamenti, le protezioni in acciaio sottoscocca si sono rivelate più efficaci delle precedenti in alluminio, garantendo uno “scivolamento” superiore.

Più tardi, lo staff Daihatsu e gli istruttori della FIF sono già al lavoro per individuare le aree di miglioramento del progetto DeserTerios. La prossima è l’edizione dei 5 anni, e merita un’attenzione speciale.

Domenica, al risveglio, stiamo attraccando al porto di Genova. Ci restano gli ultimi 400 km, da percorrere ancora una volta incolonnati, anche se il gruppo ha già cominciato a sfaldarsi, come una duna sotto la carezza del vento. Due di noi ci lasciano a Genova. Gli altri si separano nel piazzale di Daihatsu Italia. Le carrozzerie dei nostri Terios non sono più lucide. Gli occhi di molti di noi sì.

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