Il quinto raid della Tunisia inizia con il saluto multilingue di Shigeru Harada, presidente di Daihatsu Italia. Presente sin dalla prime ore del mattino, parla con entusiasmo del viaggio, definendolo “exciting”. Un aggettivo condiviso da tutti i partecipanti: ben 23, distribuiti in 8 Terios che formano una squadriglia di SUV pronta ad affrontare la sabbia.
Il discorso di Enrico Bertolini, Direttore Generale di Daihatsu Italia, i consigli e le raccomandazioni di Daniele Bertolini, responsabile tecnico, e di Andrea Colombo, segretario generale della Federazione Italiana Fuoristrada, completano il breve brief.
C'è fretta di partire, e qualcuno vede già il deserto. Le coperte termiche, le confezioni di acqua e le pale sono un'anticipazione di quello che ci aspetta: quest'anno il percorso sarà molto impegnativo, per trovare un limite alle possibilità dei Terios, che finora non è stato ancora raggiunto.
Una corsa verso le auto in stile 24 ore di Le Mans è il segnale di partenza. Cariche di bagagli, viveri, parti di ricambio e desideri, le vetture s'incolonnano verso la prima tappa: Genova. Circa 200 km per prendere confidenza con la guida e con i compagni di avventura. Una conoscenza che si approfondisce nella lunga attesa per l'imbarco, e sulle comode poltrone del traghetto.
Gli orologi arretrano di un'ora, siamo già sincronizzati sul tempo tunisino. Alle 18 il primo brief, con informazioni sul percorso, sulla guida, sulla valuta e sugli aspetti più curiosi del raid, come l'inevitabile contrattazione con i mercanti locali. I gesti delle dita che tracciano segni sulle mappe sembrano già segni di pneumatici sulla sabbia.




































