Siamo nel cuore della Sardegna, in Barbagia, sul massiccio del Gennargentu. Daniele Serusi ci accompagna in una zona incantata, fuori dal tempo. È il Parco faunistico di “Donnortei”, dove daini e cervi ci spiano dai cespugli. I più giovani scappano, i maschi dall’imponente palco di corna sembrano sfidarci dal fitto dei boschi di conifere. Ci troviamo in un’area al centro di”Life”, un progetto europeo per la classificazione e riclassificazione di flora e fauna, che in questa zona presenta esemplari unici come la ginestra con le bacche, il Raminus, sempreverde che si è convertito ad albero a foglia caduca, e l’acero con foglie trilobate, anziché a a cinque lobi. Sembra che la Sardegna sia un’isola anche dal punto di vista evolutivo, una sorta di Galapagos del Mediterraneo. Il mini trekking dura più del previsto, perché la competenza e la passione della nostra guida sono contagiose. Ma la strada, o meglio l’off-road, chiama. E allora ci dirigiamo verso la prossima tappa, costeggiando il lago di Gusana. Le sue acque azzurre sono solo una delle scene cinematografiche che si proiettano sui finestrini dei Terios, lungo la strada panoramica che sale fino al monte Grighini, a circa 700 metri di altezza, con l’osservatorio della forestale e il parco eolico con le trentadue turbine che frusciano nel vento. Un vecchio ovile perfettamente ristrutturato ci ospita per il pranzo, dove apprezziamo ancora una volta i salumi, i formaggi e i dolci locali. Nel pomeriggio, tracciati tra i canneti ci avvisano che siamo entrati nella provincia di Oristano, dove si trovano anche risaie. Nulla a che vedere con gli ampi sterrati che , durante la giornata, hanno alzato il livello di adrenalina del raid. Ma ormai è sera, e ci aspetta la Luce del Sinis. Non una rivelazione, ma un agriturismo. Per oggi, basta così.
DeserTerios | 04.10.2011






























