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I test JAMA (Japan Automobile Manufacturers Association) sulle auto giapponesi dopo Fukushima

Daihatsu Italia, in risposta ai dubbi e alle perplessità del pubblico in relazione alla situazione della radioattività in Giappone, diffonde il comunicato stampa di JAMA, associazione di cui fa parte.

Toshiyuki Shiga, Presidente Japan Automobile Manufacturers Association, Inc.

A Fukushima, nell’impianto nucleare di Daiichi, proprietà di TEPCO (Tokyo Electric Power Company), si continua a lavorare per stabilizzare la situazione, dopo i gravi danni subiti in seguito al terremoto e allo tsunami che hanno colpito il Nord Est del Giappone l’11 marzo. Nonostante gli sforzi compiuti, sembra che sia necessario del tempo prima che l’impianto torni completamente sotto controllo.

Circostanze che hanno suscitato forti preoccupazioni sull’effetto delle radiazioni sui veicoli prodotti in Giappone. Dubbi che sono stati espressi alle case costruttrici che fanno parte di JAMA (Japan Automobile Manufacturers Association) sia dal Giappone, sia dall’estero.

JAMA è certa che tutti i veicoli a motore prodotti in Giappone non presentino problemi connessi alle radiazioni. Allo stesso tempo, è consapevole della necessità di rassicurare gli automobilisti di tutto il mondo. Per questo motivo, JAMA ha avviato delle ricerche specifiche per verificare il livello di radiazioni presente nei veicoli prodotti in Giappone, con la collaborazione di un ente indipendente specializzato in questo tipo di rilevazioni.

In base alle rilevazioni effettuate quotidianamente dal Ministero dell’Educazione, Cultura, Sport, Scienza e Tecnologia a partire dal 25 marzo in tutte le prefetture, nelle aree dove le case costruttrici che fanno parte di JAMA hanno sedi produttive, e nei porti dove avvengono le spedizioni di auto, i livelli di radiazioni registrati non sono pericolosi per la salute. I test programmati da JAMA, effettuati su zone selezionate della superficie dei veicoli, mostrano valori che rientrano nei limiti considerati non dannosi per l’uomo dalla Nuclear Safety Commission giapponese. I test JAMA mostrano valori significativamente più bassi anche rispetto ai limiti massimi ammessi dall’International Atomic Energy Agency (IAEA).

In virtù di questi accertamenti, JAMA ha la certezza che i veicoli prodotti in Giappone dai membri dell’associazione non diano motivi di preoccupazione agli automobilisti, in Giappone e nel resto del mondo.